Il Piano Strategico di Sviluppo e Marketing Turistico della Sardegna, presentato il 21 dicembre scorso dall’assessora del Turismo, Artigianato e Commercio Barbara Argiolas porterà con se tante novità nel modo di fare turismo in Sardegna. Il documento, redatto ed elaborato dal lavoro collettivo di oltre 600 persone, viene proposto come uno strumento strategico, studiato per rendere la Sardegna una vera e propria Destinazione.

Leggendolo si possono scorgere le linee strategiche dello sviluppo, della promozione e del marketing che il sistema turistico locale nel suo insieme dovrà attuare nei prossimi anni. Gli aspetti del turismo che saranno interessati sono numerosi, tuttavia non scenderemo nel dettaglio di ognuno di essi (per chi tuttavia volesse farlo, qua è disponibile una sintesi del documento). Nelle prossime righe andremo a vedere quelle che, secondo la mia analisi, sono i capisaldi e le novità più interessanti del Piano Strategico di Sviluppo e Marketing Turistico della Sardegna:

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1) Diversificare per destagionalizzare:

Nel documento si pone l’accento sulla necessità di destagionalizzare l’offerta turistica e rendere la Sardegna una meta non più solo estiva. Stiamo parlando dell’ambizioso cambio di paradigma del passaggio dal monoprodotto balneare a un’offerta  turistica diversificata, affiancando il turismo delle spiagge ad altri temi e proposte turistiche in grado di attirare domanda internazionale. L’obiettivo è quindi di far scrollare di dosso all’Isola quell’antico refrain troppo spesso sulla bocca dei turisti “sì, sono stato in Sardegna, bellissimo mare, e che buoni l’Ichnusa e il  porceddu“.  Viene messa in evidenza la ricchezza non solo paesaggistica, ma anche culturale e archeologica distribuita su tutto il territorio regionale e tracciate linee guida sul come facilitarne la scoperta da parte dei turisti.

 

2) Sardegna Destinazione Premium:

Il Piano lascia chiaramente intendere che la Sardegna ambisce a diventare una destinazione di lusso e le nuove direttive di posizionamento strategico andranno soprattutto in direzione di un pubblico alto-spendente. La Sardegna, ha fatto intendere Barbara Argiolas durante la presentazione del piano e in successivi interventi in merito, non dovrà più avere come competitor paesi come Tunisia o Egitto, dove è possibile trascorrere vacanze low cost anche a causa del basso costo del lavoro. La Sardegna mirerà ad altri target di turisti, migliorando i servizi offerti e la formazione del personale del turismo.

Sfogliando il Piano si legge dell’interessante idea del marchio Sardegna Premium ai fornitori di servizi turistici e alle destinazioni interne alla Sardegna che rispetteranno determinati requisiti di qualità e valore aggiunto, riconoscibili. E sempre a proposito di Destinazione Premium vengono indicati come prioritari il potenziamento dell’Osservatorio del Turismo, Artigianato e Commercio della Regione Sardegnal’analisi e il monitoraggio della reputazione (destination reputation), aspetto cruciale perché l’isola possa posizionarsi nella mente dei turisti di tutto il mondo come Destinazione Premium nel Mediterraneo. 

Per raggiungere questo obiettivo, la strategia di comunicazione dovrà: “riuscire a trasmettere l’esperienza che il territorio offre piuttosto che il territorio stesso. Il Piano di comunicazione della Destinazione Sardegna dovrà dunque far leva sulle peculiarità che il mercato le attribuisce, in termini di percezione, e dovrà adattarsi alle caratteristiche dei diversi segmenti prioritari e agli obiettivi identificati con l’asse 10, definendo la strategia di marketing complessiva della Destinazione (Unique Destination Proposition) e quella per “prodotto” (Unique Selling Proposition)“. Detto in altre parole si dovrà rafforzare la presenza nei mercati dove già la Sardegna è forte, entrare nei mercati emergenti e puntare quelli per il quale l’isola ha molto potenziale attrattivo. In questo modo, secondo il Piano “si passerà da un turismo generalista a un turismo focalizzato su piani specifici”

Le novità più interessanti che il nuovo piano strategico "Destinazione Sardegna 2018-2021" porterà nel modo di fare turismo in Sardegna

3) Formare gli operatori del turismo:

Altro punto saliente è quello della formazione degli operatori turistici. Il Piano parla apertamente di “innovare, specializzare, integrare e diversificare l’offerta turistica”. Secondo Barbara Argiolas, il tema dell’accoglienza della nostra terra, non deve essere confuso con quello dell’ospitalità. Ci sarà bisogno di competenza e formazione, non solo perché non è più possibile stare fuori dal mondo della promozione digitale, ma anche per far sì che gli ospiti stiano bene in loco, che abbiano un ricordo positivo del loro soggiorno e parlino bene della destinazione, facendo da ambasciatori della Destinazione

 

Il ruolo dell’alberghiero e dell’extra alberghiero

Nella costruzione della Destinazione Sardegna, sia l’alberghiero che l’extra alberghiero avranno ruoli importanti. Non sono evidentemente sufficienti per fare destinazione, ma sono un ingranaggio fondamentale. Appare impossibile  infatti costruire una destinazione e nuovi temi turistici senza una ricettività estesa in tutto il territorio regionale. Se si vuole ridare vita ad alcune zone dell’isola, occorre ci siano strutture ricettive e operatori turistici all’altezza della programmazione. 

Considerazioni

Il Piano è ambizioso, ma è sicuramente un ottimo strumento per tracciare la strada verso un nuovo paradigma turistico per la Sardegna. Ci sono sicuramente alcune criticità da risolvere come i disastrosi trasporti interni, ma leggendolo appare chiara la volontà di agire in maniera organizzata e coerente, con una DMO (destination management organziation) regionale a cui aderiranno le camere di commercio e gli aeroporti, attori fondamentali nel turismo, proprio come le strutture ricettive e gli altri operatori.

Se ci sarà un dialogo tra tutti gli operatori che compongono il grande puzzle del turismo, e un’intelligente spesa delle risorse (oltre a quelle europee si parla di 20/25 milioni di risorse regionali) il Piano Strategico “Destinazione Sardegna 2018-2021” ha tutti i numeri per cambiare il paradigma turistico della “Sardegna bella (solo) d’estate” e formare migliaia di persone qualificate che lavorano nel turismo, rendendola una meta eccellente.

A margine possiamo aggiungere che l’extra alberghiero non deve sentirsi escluso dalla logica della Destinazione Premium. Extra alberghiero infatti non è sinonimo di low cost, ma sono sempre più gli affittacamere che offrono dei servizi lusso e benessere nelle proprie strutture, vere e proprie esperienze che contribuiscono e dovranno contribuire a far sì che gli ospiti tornano a casa soddisfatti e a parlare bene della Sardegna. 

 

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